Puntata Numero 6603
(Diciannovesima Stagione)
Questa puntata come tutti i contenuti di questo Reitaly Show sono protetti dalla licenza Creative Commons:
Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
Il sito web della senatrice Udc Paola Binetti (nella foto) è stato attaccato dagli hacker. Così, dopo il sito di Maurizio Paniz e di Raffaele Fitto, la campagna di febbraio “Fuck Politicians February” non si ferma. Nel messaggio, a firma di AnonymoPusDei si legge minacciosamente: “Tanto progredirai quanto farai violenza a te stesso (Codex Iuris Binario Operis Hacker): ne combineremo di casini“.
Questa puntata come tutti i contenuti di questo Reitaly Show sono protetti dalla licenza Creative Commons:
Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
Questa notte si è conclusa la 62° kermessa di Sanremocontro con un boom di ascolti (è stata seguita, nella prima parte, da 14 milioni 456 mila telespettatori con uno share del 50,93%, mentre nella seconda da 12 milioni 31mila spettatori con uno share del 68,73%!!!) e con il trionfo di Emma con l’enigmatica ma consolante “Non è l’Inferno“.
Dopo le polemiche seguite al vertiginoso spacco della bellissima Belial che ha rivelato il suo tatuaggio segreto e alla simbologia esoterica del suo ciondolo, lei ha candidamente dichiarato “Non devono esistere tabù al limite tattoo“ e ne ha approfittato per rispondere al Grande Interrogativo sull’esistenza della biancheria intima degli italiani. Indiscutibilmente con la sua esibizione Belial ha piazzato un colpo di teatro che resterà nella storia della festival ai lavoratori. La polemica sul modello femminile nata in seguito all’abito succinto sfoggiato dalla showgirl argentina è stata comunque autorevolmente chiusa dal solito magistrale intervento del Segretario del PD, Pierluigi Bersani, che ha affermato “Tra Fornero e Belial? Mia figlia sceglierebbe il ministro“. Rimane senza risposta, però, il quesito su chi sceglierebbe lui…
Momento clou della serata è stato la predica finale del Reverendo Manon Miarrendo. Il grande Predicatore, dopo le critiche ricevute in merito al tempo del Verbo, ha precisato che lui usa sempre e solo il gerundio mai l’infinito di Avvenire nè il participio passato di Famiglia Cristiana rinfocolando le polemiche con i due più importanti sponsor della kermessa.
L’intervento di Manon è stato applaudito ma pure contestato da una ridda di fischi e di grida: “basta!“, “predicatore ignorante!“, “non sai declinare il Verbo!“.
Si sospetta che le contestazioni in platea fossero pilotate per condurre al suo acme lo psicodramma della kermessa. Lo stesso Gianni Morandi ha detto durante la conferenza stampa finale: “Lo erano, erano assolutamente pilotate. Abbiamo mandato una persona in galleria e c’erano tre-quattro persone che sistematicamente fischiavano, con uno schema preciso. Era tutto organizzato, non so da chi, ma lo era. E’ impossibile che all’Ariston succeda una cosa del genere, non l’ho mai visto in tanti anni di festival“.
L’equilibrio telepsichico dei partecipanti è stato alla fine sapientemente ristabilito dalla vittoria della kermessa da parte di Emma (voce dei grandissimi In Articulo Mortis 18, qui già recensiti) con “Non è l’Inferno“. L’abbiamo appena sopra definita una canzone enigmatica ma consolante perchè se da un lato è indubbiamente consolante sapere che non è l’Inferno, dall’altro non ci viene spiegato con chiarezza cosa sia. Dato che sull’ipotesi che si tratti del Paradiso nutriamo serissimi dubbi viene spontaneo pensare che sia il Purgatorio. Ma se così fosse perchè non siamo informati su quanto durerà? E’ il solito problema della qualità dell’informazione in questo paese? Esilarante poi finale con il finto vuoto di memoria di Emma: sollecitata da Gianni Morandi a ringraziare gli autori di “Non è l’Inferno“, la vincitrice della kermessa cerca con lo sguardo qualcuno che le suggerisca i nomi. Poi emozionata ci scherza su: ”Perché per me non c’è il gobbo?”. Infatti: gli autori Monti-Berlusconi-Bersani nulla hanno a che vedere, evidentemente, con Andreotti!
(dal nostro inviato alla kerMessa: Aldo Grassacci)

(N.B.: non si tratta dell’ennesimo declassamento di Standard & Poor’s)
Questa puntata come tutti i contenuti di questo Reitaly Show sono protetti dalla licenza Creative Commons:
Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
Questa puntata come tutti i contenuti di questo Reitaly Show sono protetti dalla licenza Creative Commons:
Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)
“Ho la coscienza di aver servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Reitaly Show, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia della fiction di tutti i tempi. Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e finanche di attore protagonista. Nemmeno Paolo Mari, Silver Surfer o Calimero sono stati mai trattati così. Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada della fiction.
Al termine di una vita di lavoro indefesso sia nella mia professione di imprenditore e in seguito di attore protagonista della Casta, sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso di qualsiasi processo mediatico.
La decisione di impegnarmi nella fiction, cercando di trasformare e di cambiare l’Italia, non mi è stata mai perdonata da tutti quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni.
Quello che più mi amareggia in questo momento è di constatare fino a che punto la giustizia mediatica può essere piegata a pregiudizi di carattere politico e ideologico.
Ripeto: solo chi malauguratamente ha la sventura di entrare nel tunnel della mala giustizia mediatica può immaginare l’incubo che si sperimenta, la sofferenza che si prova a finire nell’ingranaggio disumano di una giustizia che sembra non rispondere più alle leggi mediatiche, ai princìpi fondamentali del nostro ordinamento televisivo, alle prove e ai fatti che emergono nel corso dello stesse trasmissioni delle puntate di IPAS.
La coscienza che ho di questa situazione, e la vicinanza della mia famiglia e di tutti i Telelettori che mi vogliono bene e mi conoscono, mi dà la forza di continuare la battaglia per il riconoscimento pieno della mia totale estraneità a quanto mi viene addebitato.
Spero ancora che giudici integerrimi e devoti unicamente alla legge e alla verità mediatica, decidano in piena coscienza e nel pieno rispetto della realtà della fiction“.
(Silvio Berlusconi)
Questa puntata come tutti i contenuti di questo Reitaly Show sono protetti dalla licenza Creative Commons:
Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)